25 febbraio 2010

Anuloma Viloma, la respirazione a narici alternate

Anuloma Viloma Pranayama, la “Respirazione a Narici Alternate”, armonizza l’intero sistema nervoso ed equilibra l'attività di entrambi gli emisferi del cervello. Ogni due ore l'attività del cervello si sposta da un emisfero all'altro. A seguito di un’attenta osservazione di sé stessi, gli yogi hanno scoperto che questa alternanza naturale si manifesta nel flusso del respiro attraverso le narici: quando respiriamo più liberamente con la narice destra, l'emisfero sinistro del nostro cervello è più attivo; per contro, quando la narice sinistra è più libera è l’emisfero destro a essere più attivo. La respirazione alternata sostiene e rafforza questa alternanza naturale del respiro e dell’attività del cervello: un requisito fondamentale per un corpo e una mente sani.

Questa pratica consiste nell'inspirazione attraverso la narice sinistra, la ritenzione del respiro e l'espirazione dalla narice destra nel rapporto di 1:4:2 secondi; segue un’inspirazione dalla narice destra, la ritenzione del respiro e l’espirazione con la narice sinistra mantenendo lo stesso rapporto.


La respirazione alternata si prefigge quindi lo scopo di regolare il flusso d'aria immesso ed emesso da ambedue le narici, così da equilibrare l'attività degli emisferi cerebrali e ritrovare l'armonia di mente e spirito! I due emisferi del cervello sono infatti correlati alle narici del naso. L'emisfero destro, preposto alla creatività, all'intuizione ed all'attività onirica è collegato alla narice sinistra (Ida o Chandra Viloma, la narice della Luna), quella che è maggiormente stimolata nelle ore notturne ed in situazioni legate all'inerzia. L'emisfero sinistro del cervello, che si attiva ogni volta che abbiamo a che fare con questioni logiche, razionali o che richiedo un elevato livello di concentrazione, è collegato alla narice destra (Pingala o Surya Viloma, la narice del Sole), particolarmente attiva nelle ore diurne, di studio o di lavoro.


Come praticare:


  1. sedersi in una posizione confortevole (a gambe incrociate) con la schiena diritta, il viso rilassato, gli occhi chiusi, le spalle basse e lontane dalle orecchie, le braccia morbide con il dorso della mano sinistra in appoggio sul ginocchio sinistro, la punta dell'indice ripiegata sotto il pollice e le altre tre dita della mano in posizione naturale (Chin Mudra); il dorso della mano destra in appoggio sul ginocchio destro, le punte di indice e medio ripiegate sul palmo della mano, mignolo ed anulare distesi e, per quanto possibile uniti, pollice aperto esternamente (Vishnu Mudra);
  2. inspirare profondamente portando la mano destra davanti al viso, all'altezza del naso;
  3. chiudere la narice destra premendovi contro, delicatamente, il polpastrello del pollice ed espirare completamente l'aria dalla narice sinistra;
  4. inspirare contando fino a 4 dalla narice sinistra e chiuderla delicatamente premendovi contro il polpastrello dell'anulare e/o del mignolo;
  5. trattenere il respiro contando fino a 16 (inizialmente fermarsi ad 8);
  6. aprire la narice destra ed espirare completamente contando fino ad 8, poi inspirare contando fino a 4;
  7. richiudere nuovamente la narice destra e trattenere il respiro per altri 16 secondi;
  8. aprire la narice sinistra ed espirare completamente contando fino ad 8.


N.B.: Questo è un round di Anuloma Viloma Pranayama. Sarebbe bene praticarne almeno 10 ogni giorno, per poi incrementarli gradualmente nel tempo, ricordandosi di praticarli sempre in numero pari e rispettando la proporzione 1:4:2 (l'espirazione dura il doppio dell'inspirazione e la ritenzione del respiro dura il doppio dell'espirazione, quindi quattro volte il tempo d'inspirazione). Le prime volte si può evitare la ritenzione per familiarizzare con la pratica. Assicurarsi di non irrigidire il braccio destro, portando tensioni alla base del collo ed alla spalla e di mantenere l'allungamento assiale della colonna, così da favorire il flusso in entrata ed uscita dell'aria e la capacità di ritenzione del respiro. Praticare a stomaco vuoto (possibilmente dopo aver svuotato anche vescica ed intestino) e preferibilmente dopo Kapalabhati.


Benefici:

  • pulisce e rinforza i polmoni e l'intero sistema respiratorio,
  • dona armonia e benessere all'intero organismo;
  • durante la ritenzione del respiro, per via dell'aumento della pressione generata all'interno dei polmoni, avviene il più alto scambio di sostanze gassose: una maggiore quantità d'ossigeno raggiunge il sangue ed una maggiore quantità di anidride carbonica ed altri gas nocivi passano dal sangue ai polmoni, che elimineranno il tutto durante l'espirazione;
  • grazie all'espirazione prolungata, ripulisce i polmoni dall'accumulo di aria stantia e scorie;
  • il processo anabolico e quello catabolico tornano in equilibrio;
  • aiuta a rilassare la mente, conferendole nuova calma e lucidità;
  • purifica i canali energetici (nadis) attraverso i quali scorre l'energia vitale;
  • favorisce il controllo e l'accumulo del prana;
  • l'intero organismo sembra più “leggero” e lo sguardo diventa più luminoso;
  • aiuta a ritrovare la centratura e l'equilibrio interiore.

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